I denti morti sono la causa di varie malattie
In un dente morto – anche se il canale radicolare è stato otturato correttamente – c’è ancora abbastanza spazio per i batteri della putrefazione per decomporre il rimanente materiale organico necrotico e per produrre dei metaboliti altamente tossici come la putrescina, cadaverina, mercaptano e tioetere. Si formano anche delle sostanze cancerogene come indolo, scatolo, triptofano e radicali liberi. L’effetto devastante di queste tossine cadaveriche è documentato.
Iniezioni di quantità minime di tioetere su cavie provocano danni seri al fegato e infiammazioni dei vasi sanguigni, delle articolazioni e dei muscoli, portando alla degenerazione. Le tossine cadaveriche paralizzano il sistema enzimatico, com’è stato attestato dai professori Haley e Pendergrass negli Stati Uniti.
Il professor Haley parla persino della morte di un’impiegata nel suo laboratorio durante gli esperimenti. Erano sufficienti due gocce, assimilate per sbaglio tramite la pelle, per ucciderla.
Le tossine cadaveriche dal dente morto penetrano l’osso mascellare intorno e da qui arrivano in tutto il corpo tramite la circolazione del sangue. Sembra che le tossine possano passare anche attraverso il sistema nervoso fino al cervello. Le tossine possono persino disturbare la produzione ormonale delle ghiandole del corpo, sconcertando così il metabolismo.
Particolarmente pericolosa è la combinazione di tossine cadaveriche e metalli pesanti, come il mercurio. Le tossine non solo si moltiplicano, ma si rafforzano pure. È solo una questione di tempo fino a quando il corpo riesce a liberarsi delle tossine o a metabolizzarle. Arriverà il momento che il corpo sarà sovraffaticato e si manifesteranno dei problemi. A volte ci vuole molto tempo per individuare l’origine di tale disturbo.
Si sa che, anche se l’otturazione canalare viene eseguita correttamente, prima o poi i denti morti diventano fonti di tossine e possono causare lentamente una degenerazione graduale del paziente. Weston A. Price, un odontoiatra americano, famoso per le sue ricerche negli anni 1920 e 1930 sulle cause della degenerazione di denti e mascellari, estrasse i denti morti di pazienti cronicamente malati e li impiantò sotto la pelle di conigli. A distanza di tre giorni i conigli mostravano i primi sintomi e di solito morivano a causa dell’avvelenamento.
Anche se l’odontoiatra con abilità e accuratezza riuscisse ad otturare i canali radicolari il più possibile, rimarrebbe sempre dal 40 al 60 per cento - cioè approssimativamente la metà – del tessuto morbido originale. Sono sopratutto i canali laterali che non vengono raggiunti e anche i tanti tubuli dentali - fino a 30.000 ogni millimetro quadrato sezionato, con una lunghezza complessiva dai 4 ai 5 chilometri. Sebbene la disinfezione, i batteri della putrefazione colonizzano il materiale organico necrotico in queste cavità rimaste, producendo dei metaboliti altamente tossici.
Un dente morto con un’otturazione in amalgama è una fonte costante di tossine, disturbando il corpo sempre di più. L’effetto biologico di un’intossicazione al mercurio causato dall’amalgama nel caso di un dente morto si può amplificare di un fattore 25 a 100, con il passare del tempo il dente morto diventerà una fonte costante di tossine.
Le forti tossine batteriche si diffondono nel corpo causando dei problemi. Un’otturazione canalare ben fatta può ritardare e moderare la formazione di tale focolaio, però non può evitarla. Spesso la fonte batterica nel dente cresce lentamente durante gli anni e gradualmente peggiora la condizione del paziente, il più delle volte senza provocare dolori al paziente. Per questo motivo si pensa raramente ai denti come causa delle malattie.
I riferimenti e le fonti:
„ROOT CANAL Cover-up“ by George E. Meinig 2004
Per comprare a: Price-Pottenger Nutrition Foundation
Prof. Boyd Haley und Dr. Curt Pendergrass www.altcorp.com
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