Un intervento chirurgico di apicectomia non risolve il problema

Quando un dente morto è all’origine di un problema, sappiamo dall’esperienza che la maggior parte dei problemi viene creata dall’apice della radice, soprattutto perché i canali laterali sono colonizzati dai batteri della putrefazione. Spesso l’osso mascellare intorno è già affetto ed è rimasta solamente una massa spugnosa con un odore imputridito e fetido. Si cerca di eliminare il problema con la resezione dell’apice della radice, un intervento durante il quale l’odontoiatra pratica un’ incisione laterale nella mascella, rimuove la punta della radice e toglie il tessuto morbido e decomposto. In questo modo però il problema del focolaio non è risolto, nel caso migliore è alleviato per un certo periodo. Per il momento il focolaio non crea più dei problemi acuti, però i batteri putrefacenti man mano riconquistano lo spazio e continuano la loro opera distruttiva.

Presto avranno raggiunto la loro capacità di prima e l’infiammazione della mascella, causata dal dente morto, si sarà espansa. Quando poi finalmente il dente morto è estratto, la cicatrice d’operazione contrasta la guarigione e ci vuole molto tempo per risolvere l’infiammazione mascellare. Con la resezione dell’apice della radice il paziente paga un prezzo alto per tenere un dente morto e patogeno per un altro po’ di tempo.

Anche gli antibiotici non sono una soluzione. L’origine del problema rimane, cioè il tessuto organico necrotico, che continua ad essere l’humus per i batteri della putrefazione (néanche si cura un chiodo arrugginito nel piede solamente usando degli antibiotici, però si toglie il chiodo). Gli antibiotici sovraccaricano i meccanismi disintossicanti di un paziente già indebolito e i batteri putrefacenti possono diventare antibiotici resistenti.

Il corpo lotta contro le tossine batteriche emanando in continuazione dal focolaio, anche se la maggior parte dei batteri è estinta.

È in ogni modo difficile arrivare al focolaio con gli antibiotici – per esempio con le iniezioni nella mascella. Ai batteri nei canali laterali o nei tubuli dentali le iniezioni non arrivano, la loro produzione tossica continua indisturbatamente, nel caso migliore sarà ridotta di un po’.

La cura con gli antibiotici può portare ad un danno della flora intestinale, i conseguenti disordini digestivi ostacolano anche gli sforzi del corpo di disintossicarsi, tanto che l’effetto disturbante causato dal focolaio aumenta per causa dell’uso degli antibiotici.

Tanti pazienti dicono “ma è il mio dente e quello che ha creato la natura è da conservare …” finché il dente sia sano e vitale, si, ma no quando è un focolaio e rovina la salute.

Un alpinista, che si è bruciato le dita per il gelo, se le deve far amputare, affinché non muoia dagli effetti della cancrena. Senza l’amputazione raramente si sopravvive.

Allora perché comunemente si pensa che i denti morti siano un’eccezione a questa regola, per quanto il canale radicolare sia otturato? La causa e l’effetto non sono così evidenti. La massa organica delle dita morte presenta un problema ben diverso da un dente, nel quale solamente mezzo grammo di materia organica si decompone. Se le dita morte rimanessero sul corpo, il paziente morirebbe presto. La causa e l’effetto sono così evidenti. Nel caso dei denti morti con un’otturazione del canale l’intossicazione avviene in modo più celato e sembra meno drammatica; i disturbi aumentano gradualmente. Solamente un osservatore scrupoloso riesce a riconoscere le relazioni.

I riferimenti e le fonti:

„ROOT CANAL Cover-up“ by George E. Meinig    2004  
Per comprare a:   Price-Pottenger Nutrition Foundation

Prof. Boyd Haley und Dr. Curt Pendergrass www.altcorp.com 

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